Ultime notizie
Conversione in Legge del D.L. Renzi 66/2014
25/06/2014
Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 89/2014 che ha convertito il Decreto Legge 66/2014
Leggi il resto
Comunicazione dei beni concessi in uso ai soci ed ai familiari
03/12/2013
Altra invenzione dell'Agenzia delle Entrate è la comunicazione obbligatoria entro il prossimo 12/12/2013 per i beni concessi in uso ai soci ed ai propri familiari
Leggi il resto
Finanziamenti e capitalizzazioni soci e familiari dei soci
03/12/2013
Burocrazia per la comunicazione in scadenza il prossimo 12/12/2013 riguardo i finanziamenti/capitalizzazioni effettuate dai soci e familiari degli stessi nelle imprese partecipate.
Leggi il resto
Prezzo-Valore per imposta di registro in caso di asta
09/11/2013
Articolo che si addentra nei meandri di tassazione in caso di asta pubblica per un'abitazione bandita da un privato oppure da altro soggetto.
Leggi il resto
Crisi finanziaria? Diminuiscono gli interessi bancari....
09/11/2013
Una conseguenza positiva su mille negative della crisi che sta volgendo al termine è la discesa dei tassi di interesse attualmente praticati dalla banche, in seguito alla decisione della B.C.E. di portare al 0,25% il tasso di riferimento europeo.
Leggi il resto
 
Tu sei qui: Home / News / Metodo di calcolo dell'avviamento - Ordinanza Corte di Cassazione n.4931 del 27/03/2012

Metodo di calcolo dell'avviamento - Ordinanza Corte di Cassazione n.4931 del 27/03/2012

creato da Stefano Saltannecchi ultima modifica 07/05/2012 07:49
Una recente pronuncia della Corte di Cassazione "avvalora" il metodo di calcolo dell'avviamento da parte dell'Agenzia delle Entrate secondo il disposto dell'art.2 Dpr 460/1996.

La Corte di Cassazione, con Ordinanza 7.2-27/03/2012 n. 4931 ha affrontato un importante tema sul fronte aziendale.

Ha affermato, infatti, che il metodo di calcolo forfettario dell'avviamento commerciale previsto per l'imposta di registro, ai sensi dell'art. 2 Dpr 460/1996 fornisce indicazioni minime alle quali l'Agenzia delle Entrate deve attenersi nel caso di procedure transattive che conducono ad un accertamento con adesione.

In poche parole l'Agenzia delle Entrate non deve fornire nessuna prova a supporto del calcolo suddetto, rimanendo al contribuente l'onere di dimostrare che il valore dell'avviamento dichiarato in atto è inferiore.

Si capisce, quindi, che è fondamentale in casi di cessione di aziende o di rami di azienda la verifica del calcolo con il metodo suddetto, che rappresenta il minimo valore da dichiarare che il Fisco accetta.

 

Azioni sul documento